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Ultimo aggiornamento: 21.08.2008 ore 08:53
13 settembre sciopero della spesa Stampa E-mail
12/09/2007

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pasta.jpgPastasciutta in sciopero!

aL'autunno nero degli aumenti? Tutta letteratura. O meglio, tutta speculazione. Già, perché se da ogni parte d'Italia arrivano segnalazioni di comuni cittadini che si sono visti "ritoccare" i prezzi dei beni di consumo al rientro dalle vacanze, dall'altro lato c'è chi invita a stare in guardia e a boicottare quanti operano aumenti ingiustificati.


Al punto che giovedì 13 settembre in tutte le piazze italiane ci sarà una giornata di sciopero della spesa e della pastasciutta per dire basta ai rincari. L'iniziativa è stata promossa dalle associazioni dei consumatori e vedrà per la prima volta protagonisti insieme ad Adoc, adusbef, Federconsumatori, Codacons, e anche i produttori della Coldiretti.

La Top ten dei rincari

Prodotti
Aumenti
Fragole
+85%
Latte in polvere
+50%
Uova
+30%
Semola di grano duro +23%
Farina di grano tenero
+18%
Farina per pasta fresca
+17%
Burro
+15-20%
Cacao
+12%
Latte
+5-10%
Confettura amarene +2,5%
Fonte: Confartigianato Alimentazione

 


Nell'ultimo anno c'è stato un sensibile rialzo nel prezzo delle materie prime. I dati diffusi da Confartigianato Alimentazione sulla base di una rilevazione realizzata in tutte le regioni italiane sul campione delle 24 mila imprese associate, lascia pochi dubbi: da giugno 2006 a giugno 2007, sono aumentati i prezzi all'ingrosso degli ingredienti necessari per la produzione di pasta fresca, pane, gelato e pasticceria.

L'aumento del costo delle materie prime e dei semilavorati ha avuto un'indubbia ripercussione sul prezzo dei prodotti derivati.
Sui bilanci delle famiglie pesano ad esempio i rincari che hanno interessato pasta, pane, formaggi e prodotti derivati dal latte.
Gli aumenti sono giustificabili in pochi punti percentuali, attorno al 2 o al 3% - ha messo in guardia il Segretario Generale di Adiconsum, Paolo Landi - bisogna ricordare che l'incidenza della materia prima rispetto al prezzo di vendita è molto limitata, mediamente attorno al 20%. Qualche "ritocco" può quindi essere giustificabile. Ma laddove si verifichino su questi prodotti aumenti a due cifre, si è in presenza di speculazioni.
Sugli altri prodotti non c'è invece ragione di procedere a rialzi. Non è tollerabile ad esempio che in previsione di un aumento del prezzo del caffé, già da oggi si aumenti il prezzo della tazzina al bar".

rincari.jpgL'invito è quindi quello di procedere a un boicottaggio di quanti operano rincari ingiustificati. "Bisogna fare attenzione agli allarmismi ingiustificati - ha proseguito Paolo Landi - si crea solo un clima che contribuisce agli aumenti. Non servono a difendere il potere d'acquisto e rischiano di aumentare l'inflazione attesa. La soluzione è combattere quelli che operano aumenti speculativi".

Molte associazioni, tra le quali Acu, Adiconsum, Lega consumatori e Movimento difesa del cittadino, hanno dato il via al boicottaggio di negozi, marche e servizi che hanno "ritoccato" troppo i prezzi.

Ma vediamo i potenziali aumenti per ogni singola categoria.

Scuola
"Nella scuola media siamo sostanzialmente ai livelli dello scorso anno" ha precisato Paolo Landi, che ha sottolineato la positività delle promozioni effettuate sui dizionari: allegati alle riviste, questi volumi che rappresentano una delle principali voci di spesa delle famiglie, sono costati 15-20 euro anziché 60 o 70.
Quanto al corredo, i prezzi variano dai 20 ai 200 euro, secondo le scelte dei compratori. Per la scuola media non ci sono stati quindi aumenti rilevanti.
La situazione delle superiori è però ben diversa: senza un tetto massimo di spesa, tolto dal ministro Moratti e non reintrodotto dall'attuale governo, gli aumenti sono stati ben più consistenti.
"Ci sono state speculazioni maggiori - ha concluso Landi - i libri hanno avuto aumenti del 5-10%, in alcuni casi anche maggiori.

Mutui
Da evitare i falsi allarmismi: non è ancora sicuro che i mutui aumenteranno.
"La Banca centrale europea aveva dichiarato che avrebbe aumentato a settembre il tasso di sconto - ha spiegato Paolo Landi - ma non sembra lo voglia fare. Se il tasso non subirà variazioni, non c'è motivo per cui debbano farlo i mutui. Chi ha quantificato gli aumenti autunnali ha quindi sparato numeri a caso.
Questo non toglie che nell'ultimo anno e mezzo gli aumenti della banca europea sono hanno avuto pesanti ripercussioni sui mutui a tasso variabile: un mutuo di 100mila ha avuto una spesa su base annua maggiorata di 900-1000 euro. In altre parole - ha concluso Landi - gli aumenti dell'ultimo anno e mezzo hanno bruciato l'aumento contrattuale di molte famiglie".

Energia: gas e luce
Questa categoria, secondo l'Adiconsum, non dovrebbe essere interessata da aumenti. "Ho parlato con il presidente dell'autorità per l'energia elettrica e il gas - ha spiegato Paolo Landi - e non è ancora in grado di dichiarare se ci saranno aumenti. Non c'è quindi ancora nulla di sicuro. Anche con un aumento, che non escludo, del 2 o 3%, i contratti proposti nel mercato libero saranno in grado di compensare l'incremento dei prezzi".

Tariffe pubbliche
"Ci sono già state variazioni di tariffe sulle ferrovie - ha spiegato Paolo Landi -. Al momento non ci sono altri pronunciamenti.
Con l'eccezione di Milano, le tariffe locali non sono cambiate. Ho comunque scritto sia al presidente del consiglio Prodi che al ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani invitandoli a fare attenzione a tali aumenti perché hanno notevoli trascinamenti. Ma a livello nazionale non sono attesi rincari".

 

(Fonte: Alice news)

 

 

 

 

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