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Gia' 300 mila italiani sono a letto con la febbe: non si tratta di influenza, ma
di forme similinfluenzali favorite dagli sbalzi di temperatura. L'influenza vera in arrivo per Natale.
Gia' 300 mila italiani sono a letto con la febbe: non si tratta di influenza, ma
di forme similinfluenzali favorite dagli sbalzi di temperatura. Lo sottolinea
Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Universita' di Milano, che anticipa che
l'influenza "vera" e' attesa per Natale. Si tratta del virus delle Isole
Salomone, che si prevede di intensita' media, con 5 milioni circa di casi.
"L'anno scorso avevamo detto cose simili ma siamo stati sconfessati
dall'aumento della temperatura, che ha fatto ammalare meno gente". "Naturalmente
la stagione influenzale vera e propria avra' inizio almeno da dicembre in poi:
e' quello il momento maggior rischio, facilitato dalla diffusione di temperature
basse prolungate. In questo momento si
evidenziano una serie di affezioni dovute a tantissimi virus che si
sovrappongono, facilitati dagli sbalzi termici tipici dei cambiamenti di
stagione. La sintomatologia non e' cosi' evidente come quella influenzale, che
da' sintomi generali e respiratori; spesso ora abbiamo solo un po' di tosse e
starnuti, febbricola e forme di coinvolgimento intestinale. Siamo in una
stuazione prevista come quantita' in almeno 300mila casi".
"I virus sono
moltissimi, non abbiamo una vita abbastanza lunga per prenderli tutti ne' per
immunizzarci contro di loro - osserva il virologo. - Si tratta di 250 tipi con
almeno altrettanti sottotipi. Le forme caratteristiche di questo periodo non
vanno sottovalutate: e' possibile evitarle attenendosi a regole di buonsenso, le
piu' importanti delle quali sono cautelarsi dagli sbalzi termici, lavarsi le
mani, evitare il contatto indiretto con le goccioline respiratorie, come accade
con la cornetta del telefono. L'approccio migliore per la stagione attuale e'
l'automedicazione responsabile, con l'uso di farmaci sintomatici che attenuino i
sintomi senza azzerarli, con un dosaggio opportuno", conclude il dottor
Pregliasco.
Fonte:Agi
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