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Ultimo aggiornamento: 09.07.2008 ore 06:56
BCE 2011 per l'italia bilancio a rischio Stampa E-mail
13/09/2007
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Allarme dell'istituto di Francoforte sui conti italiani e per quei Paesi che presentano ''squilibri'': ''Il risanamento strutturale delle finanze pubbliche continua a progredire con lentezza''. Quanto al pil, ''in area euro dovrebbe continuare a crescere ma anche l'inflazione potrebbe salire arrivando a superare il 2%''

 

Allarme della Bce sui conti pubblici italiani. Sarebbe infatti a rischio l'obiettivo di un pareggio di bilancio al 2011. A sostenerlo è la Bce nel bollettino mensile di settembre in cui si rileva che il governo italiano ''si pone ora come obiettivo un disavanzo pari al 2,5% del pil nel 2007, al 2,2% nel 2008 e all'1,5% nel 2009. Sulla base di questi presupposti - rileva l'Istituto di Francoforte - l'Italia non raggiungerebbe il proprio obiettivo di medio periodo di un bilancio in pareggio fino al 2011''.

Il Dpef che è stato presentato dal governo italiano, sottolinea l'Istituto di Francoforte, ''integra gli effetti di un provvedimento teso a erogare nel 2007 maggiori spese, per un ammontare pari a circa lo 0,4% del pil, a favore sia di destinatari di pensioni basse, sia di famiglie e giovani. Alcune di queste spese - si evidenzia - saranno di natura strutturale. Queste spese aggiuntive dovrebbero essere finanziate solo in parte dalle entrate maggiori del previsto''. Comunque, evidenzia la Banca centrale europea, ''nel 2007 il disavanzo pubblico'' dell'Italia ''dovrebbe scendere al di sotto del 3% del pil''.

pil.jpgIl monito dell'Istituto si estende poi a tutti ''i Paesi che presentano squilibri di bilancio'' e che devono dunque ''correggerli in linea con i dettami del Patto di stabilità e crescita''. ''Il risanamento strutturale delle finanze pubbliche - avverte Francoforte - continua a progredire con lentezza'' rilevando la necessità di ''evitare il ripetersi degli errori commessi'' da alcuni Paesi ''nella precedente fase di ripresa economica del 1999-2000''. Per quanto riguarda invece le riforme strutturali, il Consiglio direttivo della Bce ''accoglie con soddisfazione ulteriori sforzi tesi ad accrescere la capacità produttiva dell'area dell'euro attraverso un aumento dell'occupazione''. Occorre tuttavia - si osserva - compiere ulteriori progressi nell'agevolare la mobilità geografica e professionale dei lavoratori e la creazione di competenze, per rimediare a tassi di partecipazione al mercato del lavoro relativamente modesti e tassi di disoccupazione ancora elevati in alcuni Paesi e regioni''.

PIL - Le prospettive economiche restano favorevoli nell'area dell'euro, rileva la Bce, ma è comunque ''necessario che l'evoluzione economica sia tenuta sotto adeguata osservazione''. Quanto alle informazioni sull'attività del terzo trimestre ''permangono nell'insieme positive e confortano la valutazione di una crescita del pil a ritmi sostenuti''. Infatti, il prodotto interno lordo dovrebbe crescere a livello tendenziale tra il 2,2 e il 2,8% nel 2007 e tra l'1,8 e il 2,8% nel 2008.

INFLAZIONE: nella rimanente parte dell'anno, sostiene l'Istituto di Francoforte, l'inflazione potrebbe tornare a salire e superare il 2%. Le proiezioni di settembre degli esperti dell'Istituto puntano a un tasso annuo di inflazione che si collocherebbe tra l'1,9 e il 2,1% nel 2007 e tra l'1,5 e il 2,5% nel 2008. In particolare, rileva la Bce, ''il persistente vigore della crescita di fondo di moneta e credito indica rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi a medio-lungo termine. Gli andamenti monetari continuano, dunque, a richiedere un'osservazione attenta''.

In conclusione, il Consiglio direttivo della Bce ''continuerà a prestare grande attenzione ai futuri sviluppi'' dei mercati finanziari che attraversano ''una fase di volatilità e di accresciuta incertezza''. A causa della quale si rende necessario ''raccogliere maggiori informazioni ed esaminare nuovi dati prima di trarre ulteriori conclusioni per la politica monetaria nel quadro della strategia della Bce orientata al medio periodo e finalizzata alla stabilità dei prezzi''. Una politica monetaria, sottolinea l'Istituto di Francoforte, che resta tuttora ''accomodante''

(Fonte AdnKronos)
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