| Il 4 ottobre i 50 anni dallo Sputnik |
|
|
||
| 30/09/2007 | |
|
Ci siamo: il 4 ottobre si festeggia il mezzo secolo dal lancio del primo satellite artificiale, lo Sputnik:una
sfera di 58 centimetri di diametro e 83 kg di massa messa in orbita
dall’Unione Sovietica.
In questa rubrica da qualche mese di tanto in
tanto siamo ritornati sul significato di quell’evento. I satelliti
artificiali hanno permesso all’astronomia di compiere più progressi in
cinquant’anni che nei precedenti cinquemila.
Ma hanno anche cambiato la
nostra vita quotidiana con telecomunicazioni su scala globale,
previsioni meteo più precise, sistemi di navigazione come i GPS
americani e i Glonass russi, osservazioni della Terra come quelle di
Envisat, ricerche di geodesia e fisica fondamentale con navicelle tipo
Lageos e via elencando. Questa settimana il modo migliore per celebrare
l’anniversario dello Sputnik ci sembra quello di suggerire
l’osservazione diretta del “cielo artificiale” creato dall’uomo con la
messa in orbita di circa cinquemila satelliti, quattrocento dei quali
tuttora operativi. Per una informazione più ampia rinviamo invece al
numero della rivista “Orione” appena arrivato in edicola, quasi
interamente dedicato al bilancio di questi cinquant’anni segnati
dall’esplorazione dello spazio ( www.orione.it ). Ci troverete, tra
l’altro, un articolo dell’astrofisico Giovanni Fabrizio Bignami, nuovo
presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi).
Tra le lune
tecnologiche la più facile da osservare è la Stazione Spaziale
Internazionale (Iss), un gigantesco satellite abitato costruito in
collaborazione da Stati Uniti, Europa, Russia, Cina e Giappone. La Iss
non è ancora completata, ma quando la costruzione sarà finita avrà una
massa di 400 tonnellate e sarà grande come un campo da calcio.
La Iss
gira intorno alla Terra in 92 minuti alla quota media di 360 chilometri
e con una velocità di 7,7 chilometri al secondo. Ogni due mesi ci sono
dieci giorni durante i quali è molto facile osservarne il passaggio tra
una e due ore dopo il tramonto (o, più scomodamente, al mattino). La
luce del sole si riflette sulla struttura e sui pannelli solari,
rendendo la Iss molto luminosa, con una magnitudine compresa tra -3 e
+2. Il sito migliore per trovare i giorni e le ore dei transiti su un
dato luogo è www.heavens-above.com Basta inserire il nome della propria
città o paese (ci sono persino tutte le frazioni dei comuni italiani) e
si ottengono tutti i dati utili: orario, luminosità (di solito molto
sottostimata), altezza sull’orizzonte e azimut. Il transito dura da due
a tre minuti da un orizzonte all’altro. In qualsiasi sera, sempre nella
seconda ora dopo il tramonto, capita di osservare il passaggio di
parecchi satelliti. I più spettacolari sono i 66 della famiglia
Iridium. Dovevano servire alla telefonia intercontinentale ma la
compagnia americana aveva sbagliato i conti economici e la stima del
mercato potenziale, tanto che l’impresa, costata 6 miliardi di dollari,
fallì, e i satelliti furono rilevati per la modica cifra di 25 milioni
di dollari. Attualmente i 66 satelliti sono al servizio del Ministero
della Difesa degli Stati Uniti e vengono usati per ricerca scientifica
e protezione civile.
Talvolta le loro antenne vengono a trovarsi in una
posizione tale da riflettere al suolo un potente flash di luce solare,
con una magnitudine fino a -8 o -9. Cioè più della Luna al primo
quarto. Vale la pena di assistere allo spettacolo. Chiudiamo questo
ricordo dello Sputnik fatto attraverso i suoi moderni successori con un
cenno al satellite Foton-M3 dell’Esa, inserito in orbita poco più di
due settimane fa. Un esperimento è già tornato felicemente al suolo
dopo 12 giorni trascorsi nello spazio.
Tra i responsabili c’è Mario
Damasso dell’Istituto di Cristallografia del Cnr di Roma. E’ la
missione Photo-II ideata per osservare gli effetti delle radiazioni
sulla fotosintesi in organismi vegetali. Si è studiata in tempo reale
la reazione di vari campioni geneticamente modificati della stessa
specie di alga. In essi era stata cambiata la struttura di una proteina
determinante per la funzione della fotosintesi. L’obiettivo è di utilizzare
queste alghe in future missioni spaziali con equipaggio: per esempio
quelle che nei prossimi decenni avranno come meta la Luna e Marte.
(Fonte: La Stampa) |
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
All news, altre notizie
Fai tu la notizia
Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito

.jpg)



Segnalo
OKNOtizie
Smarking
Spurl
del.icio.us
Digg
Furl
Netscape
Yahoo! My Web
Google Bookmarks
Technorati
BlinkList
Newsvine
ma.gnolia
reddit
Tailrank








71 visitatori online
.jpg)



