Abbiamo raccolto l'opinione di Ugo Piazza, un giovane comunicatore palermitano che recentemente ha vinto il Festival internazionale di Losanna per uno spot sull'ambiente.
Cade definitivamente un modello culturale di fare politica. Modello
che in questi ultimi cinque anni pur essendo già stato sorpassato ha sempre
aleggiato nella mente dei palermitani, nei salotti, nella finta community radical
chic, cade il Modello Orlando. Uno spettro inquieto che ha
sempre minacciato il proprio ritorno quasi un avvento da Salvatore Divino nel
peggior dei girone dei dannati.
Cade e scompare perché dopo la
sua esperienza amministrativa, tra l'altro utilissima per Palermo in un
determinato momento storico che però ormai risale a più di 10 anni fa, non è
riuscito a capire che la città stava ed era cambiata che i palermitani e i
siciliani sono stanchi di "sentirsi dire che si è con Orlando o si è analfabeti
e mafiosi", cade perché Palermo forse non è la peggiore città al mondo dove
vivere.
Cade una cultura giustizialista e
a tratti violenta nell'imporre la non violenza e la dea cultura, anzi solo un tipo di cultura, solo un modo di
analizzare e percepire la realtà delle cose che per natura hanno molteplici
facce spesso tutte valide e ragionevoli, una cultura così esasperata da
diventare l'anticultura per eccellenza.
Orlando perde e lo fa rinunciando
a qualsiasi parvenza di stile, accusando di brogli, di presidenti di seggio
condizionati, costretti, perfino di
violenze fisiche sui suoi rappresentanti di lista; perde continuando a
rappresentare un modello di società civile palermitana che ormai solo lui e
pochi suoi fedelissimi vedono.
I Palermitani hanno scelto votando
non astenendosi, più del 72% degli aventi diritto si è recato al seggio
elettorale per esprimere il proprio voto, per sperare in un sempre crescente
percorso di modernizzazione per la propria città; hanno scelto e per adesso,
hanno scelto Diego Cammarata.
Ugo Piazza
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