| Lavoro: 160mila lavoratori stranieri il fabbisogno per il 2007 |
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| 11/09/2007 | |
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Le imprese italiane cercano sempre più stranieri da assumere. Lo sostiene una ricerca di Excelsior, il sistema informativo di Unioncamere, in collaborazione con il Ministero del Lavoro sui fabbisogni occupazionali e le previsioni di assunzione delle imprese italiane.
Il fabbisogno previsto per il 2007 è compreso tra un minimo di 160mila lavoratori stranieri (54mila in più rispetto al 2006) e un massimo di quasi 228mila (oltre 65mila in più dell'anno scorso). Quest'ultimo dato è anche superiore al livello record del 2003 (224.400 unità). Si tratta di un incremento rilevante non solo in termini assoluti ma anche relativi, visto che le assunzioni di lavoratori immigrati a fine anno potrebbero rappresentare il 27,1% delle entrate complessive (erano il 23,3% nel 2006 e al 28,2% nel 2005). Le imprese italiane, comunque, sembrano sempre più orientate ad assumere stranieri che abbiano già maturato specifiche esperienze lavorative. In ogni caso, le imprese prevedono sia necessaria ulteriore formazione per il 75,7% delle assunzioni di immigrati, valore elevato ma in linea con gli anni precedenti (nel 2006 il 74,4% e nel 2005 il 76,1%). Ad assumere di più si prevede siano ancora i servizi (134mila gli immigrati richiesti) rispetto all'industria (93mila).
Al secondo posto, in termini relativi sul totale dei flussi in entrata previsti per il 2007, si collocano la e i sanitàservizi sanitari privati (quasi 15mila), seguiti dal settore turistico (37mila). Alle spalle si ritrovano alcune attività dell'industria: non solo le costruzioni ma anche la metalmeccanica (9mila) e, a poca distanza, il legno-arredo (circa 5mila). Se si considera l'incidenza di assunzioni di stranieri sul totale, spicca anche per il 2007 il dato relativo alle industrie della gomma e delle materie plastiche (3mila le assunzioni previste), forse per una scarsa "appetibilità'' dei lavori offerti e di quelle dei metalli (14mila). Poche le novità per quanto riguarda la domanda di figure professionali. Le assunzioni di profili dirigenziali, di elevata specializzazione e di professioni tecniche superano di poco il 6% delle entrate complessive. Appaiono ormai chiare alcune tendenze verso "l'etnicizzazione" di una serie di professioni, non solo come conseguenza di problemi di reclutamento o delle condizioni di lavoro e retributive ritenute scarsamente appetibili dai lavoratori italiani, quanto anche per una presenza ormai già cospicua di lavoratori stranieri in corrispondenza di alcuni specifici profili. Quest'ultima circostanza ha l'effetto di rafforzare gli stereotipi in ordine alla particolare idoneita' dei lavoratori immigrati a svolgere determinate mansioni, dando vita talvolta a possibili barriere all'accesso dei lavoratori italiani ancora disponibili. In particolare, questo processo di etnicizzazione è forte per le professioni di assistenza, per gli addetti alle pulizie, nonché per diverse professioni del comparto edile, dell'industria meccanica e della gomma. Il Nordest si conferma anche quest'anno l'area in cui si registra la maggiore incidenza, sul totale delle assunzioni, mentre il Nordovest è quella con la maggior capacità di assorbimento in valori assoluti. Per quanto riguarda i dati territoriali, Roma, Milano e Brescia sono le province che guidano la classifica delle assunzioni di immigrati. Belluno, Forlì-Cesena e Ravenna primeggiano invece per le opportunità offerte agli stranieri in rapporto al totale delle assunzioni. (Fonte: Il Meridiano) |
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