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24 gen. - "Il mondo di oggi e' piu' piccolo
di quello che crediamo e i temi etici suscitano grande incertezza e
magari gravi conflitti nella popolazione. Per questo vanno affrontati
con grande prudenza e non con l'arroganza di chi si crede nel giusto,
apponendo la firma a un decreto che di fatto e' un'ulteriore apertura
all'aborto e quindi alla distruzione di esseri umani".
Lo dichiara in
un'intervista al 'Corriere della Sera' monsignor Rino Fisichella,
presidente del Pontificio Consiglio della Vita.
"L'essenziale e' saper
ascoltare tutte le istanze del Paese - spiega l'arcivescovo - senza
rinchiudersi in visioni ideologiche con l'arroganza di chi, avendo il
potere, pensa di poter decidere della vita e della morte".
"Nel momento in cui si vuol far chiarezza su questo - aggiunge
in merito alla decisione di Obama di chiudere Guantanamo - e ripeto,
giustamente, ci si aspetta che tale preoccupazione possa riguardare
anche la vita nascente".
Secondo monsignor Fisichella, "la maggior
parte della popolazione americana non e' sulle posizioni del
presidente e del suo staff. Dai tempi di Tocqueville sappiamo bene che
il popolo americano, e in particolare i cattolici, ha un forte senso
civile, di appartenenza e lealta' alle istituzioni, ma con altrettanta
forza sostiene la propria liberta' di critica e il senso della
giustizia e della vita".
Quanto alla volonta' di finanziare la ricerca sulle staminali
embrionali, l'arcivescovo aggiunge: "La mia impressione, se lo
facesse, sarebbe di un cedimento alla pressione delle grandi
multinazionali del settore. In tutto il mondo gli scienziati spiegano
che la ricerca sulle staminali adulte funziona mentre quella sulle
embrionali non va da nessuna parte".
Dunque, sottolinea monsignor
Fisichella, "insistere sulle embrionali significherebbe imboccare un
vicolo cieco indicato dall'ideologia e non da una valutazione
scientifica. No, il problema non e' scientifico, e' ideologico. Ed
economico".
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