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24 gen. - Il presidente degli Stati
Uniti Barack Obama rimuovera' le restrizioni ai finanziamenti
governativi destinati ai gruppi pro aborto, in un ulteriore segno di
discontinuita' dalla politica del suo predecessore George W. Bush.
Lo
hanno rivelato fonti dell'amministrazione americana, secondo cui Obama
ha pronto "per oggi un ordine esecutivo", provvedimento che si somma a
quelli annunciati ieri per la chiusura del campo di prigionia di
Guantanamo e per il divieto formale all'uso della tortura negli
interrogatori della Cia.
Al momento sono vietati i finanziamenti alle cliniche o ai
gruppi che offrono servizi di pianificazione famigliare o anche a
quelli che forniscono consulenza all'estero.
Tale divieto e' noto
sotto la formula di "Mexico City Policy": fu nella capitale messicana
nel 1984, durante una conferenza delle Nazioni Unite, che gli Stati
Uniti l'annunciarono, facendone uno dei pilastri delle politiche
sociali dell'amministrazione repubblicana di Ronald Reagan. Il divieto
venne poi abolito da Bill Clinton nel 1993 e poi reintrodotto da Bush
nel 2001.
Stando al «Wall Street Journal», Obama ha atteso un giorno per non aggravare le polemiche. Nella campagna elettorale, il presidente si pronunciò a favore dell’aborto, pur osservando che «è una situazione tragica che tutti vorrebbero evitare». Giovedì in un comunicato Obama ha aggiunto che «occorre prevenire le gravidanze non volute, ridurre il ricorso all’aborto, e allargare l’accesso delle famiglie ai contraccettivi e ai servizi preventivi». Hanno anticipato la misura di Obama le proteste dei gruppi antiaboristi e dei vescovi americani, che hanno chiamato in causa anche il vicepresidente Joe Biden, un cattolico.
La Casa Bianca prevede una reazione ufficiale - negativa - da parte del Vaticano, uno degli architetti della politica dell'84. Un altro motivo di contrasto tra Obama e il Vaticano potrebbe essere l’annuncio della Federal Food and Drugs Administration o Fda, l’ente di controllo degli alimentari e dei farmaci, che nei prossimi mesi la Geron, una società di ricerca privata, compirà esperimenti con le cellule staminali su 8–10 persone paralizzate per restituire loro almeno parziale libertà di movimenti.
In base a una legge di Bush, gli esperimenti non possono essere finanziati dallo Stato, e comunque la Fda ha dato il via alla Genron senza attendere la decisione del presidente. Ma durante la campagna elettorale Obama non escluse di appoggiarli. Il Vaticano si oppone perché le cellule staminali vengono estratte da embrioni forniti dalle cliniche della fertilità e gli embrioni muoiono. Le cellule della Geron risalgono ad anni fa e furono custodite in vitro. A differenza di quelli con Bush, i rapporti del Vaticano con Obama si preannunciano difficili: c’è più sintonia in politica estera – Medio Oriente, Islam ecc – ma meno in quella che gli americani chiamano politica sociale.
Il presidente Usa Barack
Obama deve cambiare la propria politica e supportare i
palestinesi. A dichiararlo e' Hamas.
''Sta iniziando ad adottare una politica sbagliata'', ha
detto il portavoce del movimento islamista Fawzi Barhum in
una nota.
Questa politica, la stessa di George W. Bush, ''e' una
delle principali ragioni della sofferenza del popolo
palestinese'', ha affermato. ''Il presidente Obama dovrebbe
adottare delle posizioni che sostengono la causa palestinese,
ponendo fine ai crimini dei sionisti e riconoscendo il
diritto al popolo palestinese a difendersi'', ha aggiunto
Barhum.
Obama ha invece intimato ai militanti di Hamas, che hanno
il controllo di Gaza dal 2007, di fermare il lancio dei razzi
nel sud di Israele assicurando che Washington continuera' a
supportare il diritto di Israele di difendere la propria
terra e il proprio popolo.
''Per anni Hamas ha lanciato migliaia di razzi contro
cittadini israeliani innocenti. Nessuna democrazia puo'
tollerare un pericolo cosi' grande contro un popolo'', aveva
detto Obama.
''Hamas deve riconoscere Israele e rinunciare alla
violenza'', aveva spiegato il neo presidente Usa.
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