Chi si collegava ai siti, senza saperlo, attivava una chiamata telefonica a numeri 899, spendendo come solo scatto
alla risposta la somma di 15 euro, che poi Telecom addebitava
sulla bolletta.
C'è voluto un anno di lavoro, ma alla fine delle indagini
la polizia postale della Spezia ha
interrotto una truffa informatica che aveva già coinvolto
67 mila persone, procurando ai truffatori un guadagno stimato in
sei milioni di euro. I cervelli dell'operazione erano due: un russo
e un italiano residente a Rimini, ma titolare di una attività informatica
a San Marino.
Il meccanismo era subdolo e ben difficile da individuare. Un
virus era stato inoculato in alcune pagine web di ignari
webmaster: chi si collegava al sito, senza saperlo, attivava una
chiamata telefonica a numeri 899, spendendo come solo scatto
alla risposta la somma di 15 euro, che poi Telecom addebitava
sulla bolletta. In 74, solo alla Spezia, hanno trovato chiamate
Internet a questi numeri, mai fatte, nella bolletta e hanno
sporto denuncia alla polizia postale.
Uno dei siti era www.informagiovani-italia.com.
In termini
tecnici, i browser Microsoft degli utenti che si collegavano a
questi siti eseguivano automaticamente il codice java inoculato
dai truffatori, generavano il download di alcuni file virali,
che a loro volta scaricavano ed eseguivano sul pc dell'utente.
Questo dialer occulto generava una serie di connessioni verso
numerazioni costose, con prefisso 899. La truffa scattava qui:
le chiamate terminavano in un server appositamente programmato
per rispondere. E a San Marino, appunto, il truffatore italiano
incassava i proventi.
La polizia postale spezzina ha dovuto girare
mezzo mondo per
risolvere il puzzle: i server tramite i quali venivano diffusi i
virus risiedevano in Corea ed erano registrati a nome di una
società con sede in Germania. I dialer scaricati dai virus
andavano su server in Ucraina, registrati a nome di un cittadino
russo. Solo allora si è risaliti alla società di San
Marino,
che operava presso una ignara società: è stato in
quei computer che la polizia ha trovato le schede finali del
giro, le terminazioni geografiche delle numerazioni a pagamento.
L'operazione è stata
coordinata dal sostituto commissario
Cateno Carpita, dal primo dirigente Armando Puccinelli e dal
vice questore aggiunto Lorella Balducci.
Il paradosso è che
il trentenne responsabile della ditta di
informatica di San Marino nemmeno si è presentato all'atto
della perquisizione degli uffici: rischia solo una imputazione
per frode informatica e diffusione di codici virali, ed è stato
semplicemente denunciato. Questo prevede infatti la legge, a
meno che le migliaia di truffati non si costituiscano parte
civile, agendo in termini legali contro il truffatore.
Il livello
di sofisticazione della truffa è altissimo: difficile, ammette
la polizia, che il cittadino ignaro possa
rendersene conto, e comunque la scoperta avviene solo al momento
dell'arrivo della bolletta telefonica relativa a Internet. (Rainews24)
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