| Carriere bruciate per colpa di internet: il 71% vorrebbe cancellare ciò che ha scritto |
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| 24/11/2007 | |
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24 nov. - "Sono sempre di piu' le aziende
che prima di assumere qualcuno cercano in rete informazioni su di lui,
inclusi filmati, bravate e autoritratti. Cosi', dall'ufficio al tutore
della privacy britannico arriva un monito ai ragazzi: quello che
adesso dite di voi per stringere amicizie, domani potrebbe rovinare la
vostra carriera".
Lo rivela il "Corriere della Sera" riferendosi ad
un'indagine svolta dall'Information Commission Office (Ico),
l'organizzazione britannica per l'accesso ai dati ufficiali e la
protezione della privacy.
"La ricerca dell'Ico rivela l'ingenuita' dei giovani utenti di
Internet. Non ci avevano mai pensato, se e' vero che il 71% di loro
vorrebbe poter cancellare cio' che ha scritto prima di un'eventuale
ricerca, mettiamo, dell'ateneo prescelto - continua il quotidiano.
C'e' di peggio: il 60% non ha mai preso in considerazione la
possibilita' che cio' che approda su Internet possa essere
permanente".
"Il caso di un giovane avvocato scartato da un importante studio
legale per via delle foto messe su Facebook, in costume da bagno e
ubriaco, non sembra aver fatto suonare i dovuti campanelli d'allarme -
aggiunge il 'Corriere della Sera' - Non c'e' limite a quello che
l'internauta decide di rivelare.
E la data di nascita (specificata dal
60% degli utenti di Facebook), l'indirizzo di casa (10%), l'incarico
professionale (25%) sono informazioni che possono essere usate per
furti d'identita'".
(Adnkronos)
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