| Corriere.it si rinnova ma il web 2.0 non si misura in pixel |
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| 04/10/2007 | |
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di Marco Perniciaro. E alla fine, anche Corriere.it si rinnova. Buon ultimo rispetto ai concorrenti (La Repubblice e La Stampa) che già da tempo avevano dato il via alle versioni online dei rispettivi quotidiani.
Il Corriere della Sera da qualche giorno è presente sul web con una versione rinnovata del sito, sia nella grafica che nella gestione dei contenuti e nella proposta di servizi.
Il primo impatto con il sito è decisamente più gradevole rispetto alla vecchia versione. Il passaggio ad una ottimizzazione progettata per i monitor da 1024 pixel, lo standard oggi, ha permesso una migliore gestione degli spazi dedicati alle notizie (ma anche alla pubblicità, elemento di certo non indifferente per un quotidiano online).
L'utilizzo poi di un font leggermente più grande rispetto al passato e una interlinea maggiore permettono una lettura degli articoli più scorrevole e rilassata, anche se, forse, la scelta di un caratttere privo di grazie come il verdana (anche questo quasi uno standard sul web) avrebbe contribuito molto alla leggibilità complessiva delle news. Su questi due aspetti (leggibilità complessiva e gestione dello spazio dedicato alle notizie) è utile un confronto con Repubblica, che, a nostro parere, riesce meglio: la home page di Repubblica.it, senza far scorrere la pagina, consente di vedere per intero due notizie e, in parte, una terza, mentre Corriere.it si limita a visualizzarne una soltanto. In più, Repubblica utilizza un font privo di grazie ed evita il corsivo negli occhielli e nei sommari rendendo così maggiormente agevole la lettura a monitor rispetto al Corriere, che, forse per una cattiva interpretazione del concetto di giornale online, continua ad utilizzare caratteri ed artifici tipici della carta stampata. Marco Pratellesi, nel post di presentazione della nuova versione del sito, afferma, tra le altre cose, che, "in linea con l'evoluzione della rete, che va sotto il nome di Web 2.0, i lettori, oltre a esprimere le proprie opinioni nei forum e nei blog tenuti dalle firme del Corriere della Sera, potranno anche commentare alcuni degli articoli pubblicati sul sito, inviare foto, suggerimenti, testimonianze." Questa dichiarazione ha acceso un interessante dibattito in rete su cosa debba intendersi, per un giornale online come il Corriere, l'apertura agli utenti e l'orientato al web partecipativo. Se per web 2.0 si intende non solo l'utilizzo di strumenti e prassi che consentano agli utenti di interagire con chi di fatto produce le notizie, ma anche di produrne a loro volta, innescando un circolo virtuoso tra giornalisti ed utenti, allora alcune scelte appaiono decisamente incomprensibili. Ad esempio, perché relegare i blog e i forum nell'area più bassa della pagina, senza alcun richiamo evidente ed esplicito in alto? E perché rendere commentabili solo alcune notizie (per la verità non ne abbiamo trovata ancora nessuna, ma probabilmente si è trattato di una nostra distrazione)? E ancora, perché essere restii nel linkare al proprio esterno? Di certo l'inizio non sembra ben promettente, anche se, bisogna dirlo per onestà, da questo punto di vista tutti i grandi giornali, e non solo quelli italiani, hanno le stesse diffidenze e resistenze mostrate oggi da Corriere.it. Marco Perniciaro - Serverstudio |
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