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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 06.07.2008 ore 03:22
Il 25% delle richieste sui motori di ricerca riguarda la pornografia Stampa E-mail
02/12/2007
3 dic. - La trappola del porno "Abbonati o addio pc" 25% delle richieste sui motori di ricerca riguarda la pornografia , ricatto dei siti hard dopo il periodo di prova gratis . Attenzione, iscriviti o il tuo computer non sarà più quello di una volta».
Non si tratta della nuova trovata pubblicitaria dell’ennesimo programma anti-virus, ma dell’ultima frontiera in fatto di truffe su Internet.
vm_18_280x200.jpg Un sito pornografico americano imponeva ai propri visitatori di pagare la quota trimestrale di iscrizione pur di evitare che il computer fosse inondato da una serie di filtri a rallentatore che ne pregiudicavano seriamente efficienza e prestazioni.
Il torbido piano portato alla luce grazie agli esperti di Avert Labs, i laboratori di ricerca del colosso dei software di protezione McAfee, rafforza «l’allarme rosso» lanciato negli ultimi anni sui siti «hard» sempre più spesso portatori di malattie informatiche che rischiano di contagiare processori e programmi causandone anche la morte tecnica.
La scoperta è avvenuta alla fine di novembre come spiega il sito americano di informazione Abc tra i primi a riportare la notizia del disegno messo a punto grazie al contributo di spregiudicati pirati informatici.
La trappola scattava quando gli sprovveduti visitatori, stimolati dalle immagini senza veli delle attraenti ed esuberanti ragazze del sito pornografico, decidevano di iscriversi per un periodo di soli tre giorni a titolo rigorosamente gratuito.
L’opzione è comune a moltissimi siti erotici e porno e consente di accedere alla gran parte dei servizi offerti: foto, video muti e col sonoro e persino «chat room», ovvero le stanze virtuali dove si poteva parlare (dicevano) direttamente con le protagoniste della avventure virtuali.
Installando sul computer il «software» di navigazione necessario per sperimentare l’ampia gamma di servizi però si scaricavano automaticamente e senza che nessuno se ne accorgesse anche una serie di codici occulti che in base a comandi preimpostati ad hoc generavano fiumi di «pop-up», ovvero finestre che apparivano sullo schermo durante la navigazione impedendo o rallentando l'apertura di siti e programmi di posta elettronica.
Il visitatore diventava vittima al termine dei tre giorni, quando il periodo di prova scadeva e sul sito pornografico apparivano messaggi a raffica che chiedevano senza troppi complimenti il pagamento della quota di sottoscrizione di 80 dollari per l’abbonamento di 90 giorni.
Le grandi finestre contenenti i minacciosi avvisi spuntavano proprio al centro di ogni pagina Internet aperta dal navigatore: se spostate riapparivano automaticamente nella stessa posizione, se ridotte nelle dimensioni tornavano della misura originale, se chiuse si duplicavano.
Per l’utente in sostanza non c’era possibilità di fuga: il messaggio non poteva essere ignorato neanche riavviando il computer perché ricompariva puntuale al centro dello schermo senza nemmeno che fosse ristabilita la connessione ad Internet. «Vi sarà addebitata la quota intera - avvertiva - e se non pagherete a farne le spese sarà il vostro computer, di cui perderete controllo e funzioni».
L’unica salvezza una volta caduti in trappola era cancellare la sottoscrizione gratuita prima della fine dei tre giorni di prova, ma in caso contrario il navigatore in cerca di emozioni in rete era praticamente spacciato.
Solo una volta pagata la quota di iscrizione il software pirata poteva essere rimosso grazie a uno speciale codice puntualmente inviato dal gestore del sito, e la truffa virtuale era conclusa con successo. «Si tratta di un’estorsione in piena regola», spiega sul blog di Avert Labs, Seth Purdy ricercatore di McAfee e uno degli investigatori informatici che ha scoperto il sito-trappola, il cui nome non è stato però reso noto. «Scucivano denaro con l’inganno, approfittando del fatto che ormai nessuno può rinunciare al proprio computer perché lo usa molto spesso anche per lavorare. E sono molti altri i rischi che si nascondo dietro questo genere di siti».
Per gli amanti del porno informatico si prospettano tempi duri. (la Stampa)
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