| INTERNET - L'Italia al 5° posto in Europa e al 6° nel mondo per numero di domini assegnati |
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| 17/12/2007 | |
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17 dic. - Nel dicembre 1987 l'Italia si affaccia su Internet, registrando il primo dominio
con la desinenza nazionale. Nasce così www.cnr.it, il sito del
Consiglio Nazionale delle Ricerche che oggi compie 20 anni.
Era l'anno della prima
intifada, del cessate il fuoco fra Iran e Iraq e del ritiro delle
truppe sovietiche dall'Afghanistan. Ma nella piccola storia
dell'hitech, il 23 dicembre 1987 è ricordato per un'altra ragione.
Quel
giorno l'Italia si affaccia su Internet, registrando il primo dominio
con la desinenza nazionale. Nasce così www.cnr.it, il sito del
Consiglio Nazionale delle Ricerche che oggi compie 20 anni.
Per una volta la storia tecnologica non si scrive nei vialetti alberati di Princeton o nei laboratori del MIT di Boston, ma in un piccolo istituto pisano con sede in via Santa Maria: il CNUCE, prima interno all'Università, poi convogliato nel CNR dalla metà degli anni '70.
Proprio dai suoi laboratori, nell'ottobre '87, parte una formale
richiesta indirizzata allo SriNic, l'ente americano antenato
dell'attuale ICANN che allora assegnava le deleghe sui domini. La
domanda del CNR viene anticipata di pochi giorni da quella
dell'università di Genova, ma la risposta d'oltreoceano è netta e
obbliga i due soggetti ad accordarsi. L'intesa viene raggiunta poco
prima di Natale: il primo sito in Italia sarà quello del Consiglio
Nazionale delle Ricerche, preferito a Genova per aver già avviato il
collegamento internazionale con la rete ArpaInternet.
Dopo Norvegia, Gran Bretagna e Germania Ovest, l'Italia è il
quarto paese europeo che si aggrappa alla locomotiva tecnologica
americana e si dota di un accesso ad Arpanet. Da quel giorno i computer
cominciano a parlarsi, scambiando informazioni, dati e scrivendo sulle
pagine impalpabili del web le regole di un nuovo modo di comunicare,
interagire, vivere. Una rivoluzione che il Paese vive non senza
scossoni e con numerose difficoltà. Nel momento più critico della
sperimentazione, dopo i successi dei primi collegamenti, la scarsità di
fondi pubblici a disposizione impedisce ai ricercatori del CNR di
acquistare il butterfly gateway, antenato dell'odierno router,
necessario per assicurare la connessione. Il rischio si fa certezza
all'International Cooperation Board di Washington, dove viene
annunciato al gruppo di lavoro che guida l'evoluzione internazionale
della rete l'inevitabile ritiro dal progetto. Dopo una breve
interruzione, il dibattito riprende con un intervento di Robert Kahn,
uno dei padri fondatori di internet, che annuncia: "il butterfly
gateway per l'Italia sarà finanziato dal Dipartimento della Difesa
degli Stati Uniti". Venti anni dopo, 18 milioni di persone navigano in rete e il loro numero cresce anno dopo anno. Sono padri di milioni di siti, blog e chat, ma figli di un unico dominio nato in quel piccolo laboratorio di Pisa dove internet ha imparato a parlare italiano. (La Repubblica) |
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