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Ultimo aggiornamento: 06.07.2008 ore 03:22
IT : dal '90 al futuro con Flock il Social Web Browser Stampa E-mail
13/11/2007
13 nov. - di Piergiulio Lauriano - Flock: Il Social Web Browser Flock è il nome di un nuovo e rivoluzionario web browser basato su architettura mozilla e sponsorizzato dalla foundation, è molto di più di un semplice “navigatore” web, è una piattaforma che si propone di facilitare l’accesso dell’utente ai vari social network, integrando al suo interno le più importanti funzioni per interagire con Flickr, Facebook, YouTube oltre che con le web apps (Gmail, Google Docs….).
internet2.jpgIl progetto si avvicina tacitamente al concetto di ubiquitous computing, applicazioni e files non più residenti sul proprio computer, ma in rete, e il calcolatore soltanto un terminale per interfacciarsi con le social utility e le web apps.
Potrà sembrare prematuro, ma stiamo attenti perchè se aziende come Adobe intendono migrare Photoshop già nel 2008 - seppur in versione ridotta - sul web una motivazione ci deve essere, potrebbe e dovrebbe essere l’inizio di una rivoluzione.
Il mondo IT sta cominciando a recepire la parola Network Computer; in molti alla fine degli anni ‘90 credevano che questi terminali avrebbero soppiantato i calcolatori tradizionali, così non è stato per varie motivazioni, la scarsa diffusione di Internet, la paura delle aziende tradizionali di investire su applicazioni web oriented, ma soprattutto fù la mancanza di reti a banda larga a frenare le ambizioni degli esperti, non sarebbe mai stato possibile gestire file di molti megabyte - così come invece accade oggi - con un modem analogico, adesso che la situazione è cambiata, nel prossimo futuro sarà possibile dare una sterzata nella direzione di progetti come Flock, sempre a patto che vengano rispettate alcune condizioni: l’accessibilità alla rete per tutti indistintamente e la possibilità di collegarsi da ogni luogo ed in qualsiasi condizione (in movimento, in aereo, treno….) non a dispetto dell’affidabilità.
La prospettiva che immaginiamo sarà realtà anche se la strada per realizzare questi propositi è comunque ancora molto lunga e non sarà facile percorrerla finchè l’interesse a frenare la rete ubiquitaria da parte degli operatori di telecomunicazione permarrà, particolarmente in Italia dove il Ministero delle Telecomunicazioni vive sull’onda di decreti legge volti ad impedire la diffusione di reti (per es. WiFi) ad accesso libero nella totale inconsapevolezza della maggior parte degli Italiani che ancora non hanno compreso che la partita della democrazia la si gioca anche su questo fronte. Di Piergiulio Lauriano
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