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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 05.07.2008 ore 12:09
Levi e Prodi in 2 per partorire il -DDL Editoria WEB- che Legalizza la censura Stampa E-mail
23/10/2007

Di Piergiulio Lauriano
Il Clandestinoweb condanna solo l'idea che ha colto il mitico Romano e il suo prodino Riccardo Franco Levi che è stata partorita durante l'estate, evidentemente la stagione troppo calda deve aver fatto prendere un colpo di calore ad entrambi,

censorship.jpgCi riferiamo al DDL per la regolamentazione dell'editoria sul web vera e propria legge tesa alla legalizzazione della censura, proprio come in Cina, con l'unica differenza che almeno il governo cinese ha il coraggio di dichiarare la sua volontà di controllare l'informazione,il governo Italiano invece è così abile da aver reso trasparente pure l'intento censuratore, che è il vero fondamento di questa legge.

A pagarne le conseguenze - se il DDL verrà approvato in parlamento - non saranno soltanto i Blogger, più in generale sarà la democrazia ed il concetto stesso di libertà di espressione che perderanno molto del loro significato; per uno stato, l'Italia, che ama più proteggere le lobby della carta stampata piuttosto che proiettarsi verso le logiche di sviluppo dell'editoria,

Noi del Clandestinoweb possiamo solo pensare che dietro un'azione di questo genere ci sia la volontà di fermare l'informazione libera e scomoda che ogni giorno migliaia di blogger condividono secondo i principi di democrazia che la rete impone, una rete che evidentemente non disturba soltanto i politici, ma anche e soprattutto la volontà di distorcere le notizie propria della stampa tradizionale costretta ad essere "uso e consumo" di un'oligarchia ristretta.

R.F Levi di fronte all'onda che si è sollevata in rete ha pensato bene di rispondere, il problema è che ha trovato il suo interlocutore primario in Beppe Grillo, per una questione che invece, investe direttamente tutta l'Italia, non soltanto il mondo del web che pure non può identificarsi univocamente in Grillo.

L'unica considerazione da fare di fronte a questo panorama è ancora una volta la incapacità dell'Italia di cavalcare l'onda dell'innovazione, l'incapacità di adattarsi ad un mondo che cambia anche nel modo di fare informazione, ma questa è la storia di sempre di una nazione che risponde solo alle logiche del "potrebbe essere", un condizionale quasi Verghiano, storicamente impossibile da cambiare. Piergiulio Lauriano

Lettera del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio On. Ricardo Franco Levi a Beppe Grillo

" Niente, dunque, è stato ed è più lontano dalle nostre intenzioni della volontà di censurare il libero dibattito dei e tra i cittadini.
Ci occupiamo di editoria persuasi che, nel tempo in cui viviamo, un prodotto editoriale si definisca a partire dal suo contenuto (l’informazione), e non più dal mezzo (la carta) attraverso il quale esso viene diffuso.
Vogliamo creare le condizioni di un mercato libero, aperto ed organizzato in modo efficiente. Per questo, intendiamo, tra le altre cose, abolire la registrazione presso i Tribunali sino ad oggi obbligatoria per qualsiasi pubblicazione e sostituirla con l’unica e più semplice registrazione preso il Registro degli Operatori della Comunicazione (Roc) tenuto dall’Autorità Garante per le Comunicazioni (AgCom).
Anche su questo punto, da lei particolarmente criticato e temuto, lo spirito della nostra legge è chiaro. Quando prevediamo l’obbligo della registrazione non pensiamo alla ragazzo o al ragazzo che realizzano un proprio sito o un proprio blog. Pensiamo, invece, a chi, con la carta stampata ma, certo, anche con internet, pubblica un vero e proprio prodotto editoriale e diventa, così un autentico operatore del mercato dell’editoria.
Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l’operatore professionale e il privato può essere sottile e non facile da definire. Ed è proprio per questo che nella legge affidiamo all’Autorità Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori.
L’informazione è un elemento prezioso e decisivo per la democrazia e deve essere trattata con estrema attenzione e rispetto. Per questo, ripeto – e non per sfuggire alle nostre responsabilità –, pensiamo che sia bene, affidarsi ad autorità che abbiano la competenza per regolare una materia così specifica e che siano indipendenti rispetto ai governi e al potere politico."

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