| WEBSONDAGGIO: con il 27% APPLE è la società high-tech più odiata |
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| 30/01/2008 | |
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30 gen. - Il blog Internet Evolution, interamente dedicato al mondo internet e in particolare al Web 2.0, ha pubblicato di recente un sondaggio online, secondo il quale risulta che Apple costituisce la società high-tech più odiata. Il sondaggio ha coinvolto più di 1000 lettori, ai quali è stato chiesto
quale fossero la più amata e la più odiata fra una lista di aziende high-tech.
I risultati del sondaggio online danno Apple in testa alla
classifica delle aziende più odiate, con il 27% dei voti. Microsoft, a
sorpresa, si piazza solo seconda, con il 22% dei voti. Stranissimo, dato che
odiare Microsoft, soprattutto da parte della comunità dei geek, è un "must".
Internet Evolution riporta anche i risultati completi del sondaggio. L'azienda
più amata in assoluto, manco a dirlo, è Google, con il 32 % dei voti.
Come ammette l'autrice stessa del post, l'inchiesta condotta dal blog non ha pretesa di avere valore "scientifico". Fornisce però un interessante segnale su come la comunità Internet abbia fatto scendere la popolarissima casa della mela mordicchiata dal piedistallo sulla quale è stata da sempre collocata, come testimonia anche la proliferazione dei filmati ironici sui prodotti Apple, un tempo giudicati oggetti del desiderio. Ora si trova sullo stesso piano delle altre corporation come Microsoft. Il piedistallo è invece riservato a Google, perchè offre una serie di servizi gratuiti. Questo nonostante la stessa comunità Internet, in un altro sondaggio, abbia indicato la netta preferenza del motore di ricerca di Wikipedia, Wikia Search, su Google. Ma non è tutto. Pur apparendo in testa fra le società più odiate, casa Apple si attesta anche al secondo posto fra quelle più amate. Non siete gli unici ad iniziare a non capirci più nulla. Più che affermare che Apple è la più odiata, è più corretto dire che non mette più tutti d'accordo. Molto probabilmente la comunità Internet non sta perdonando alla Apple la politica commerciale molto aggressiva sugli iPhone, bloccati da accordi in esclusiva con gli operatori, in barba alle leggi sull'antitrust; irreperibili in molti Paesi, tra cui l'Italia, per lo meno attraverso i canali ufficiali. Saranno anche i prezzi non proprio contenuti del Mac Book Air, la sorpresa non proprio simpatica degli aggiornamenti a pagamento degli applicativi. Saranno anche i problemi di compatibilità delle batterie dei prodotti Apple. O ancora, il fatto che Steve Jobs si ostini ad ignorare i problemi di sicurezza che stanno interessando sempre più il mondo Apple, una volta considerato un'isola felice al riparo dagli hacker. (l'onda multimediale) |
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